Il pensiero di legambiente sulla VE - TS

Il pensiero di legambiente sulla VE - TS

a cura del gruppo mobilità di Legambiente FVG. Si alla velocizzazione della linea ferroviaria Mestre-Trieste, ma con grande attenzione al territorio.

La velocizzazione della linea Mestre-Trieste, dotata dei moderni sistemi di controllo ERTMS, rappresenta un miglioramento imprescindibile per spostare una parte consistente del traffico merci dalla gomma alla rotaia, trasferimento ancora più necessario considerati gli obiettivi dell’Unione Europea di raggiungimento della neutralità carbonica al 2050 e le relazioni transfrontaliere che caratterizzano il Corridoio Mediterraneo ERTMS della rete europea TEN-T.

Anche il traffico passeggeri ne trarrà beneficio riducendo i tempi di percorrenza, anche se questi saranno meno evidenti per i treni locali, per i quali rivestono pari importanza la frequenza del servizio, la puntualità e la presenza di servizi a terra (parcheggi sicuri per le bici, coordinamento orari con il TPL,…).

L’opera deve però eliminare decine di passaggi a livello, risolvere problemi di impatto acustico, ambientale e paesaggistico, modificare percorsi in alcune tratte urbane, attraversare i fiumi più importanti della regione tra i quali il Tagliamento, il cui percorso investe un’area soggetta a rischio idraulico.

Per Legambiente è pertanto importante la fase di informazione, coinvolgimento e ascolto dei territori al fine di minimizzare gli impatti nei tratti più sensibili (es. centri urbani), creare condivisione attorno all’opera ed evitare poi i ‘tempi lunghi’ nella fase di esecuzione e messa in esercizio.

Ed è proprio in base all’importanza dell’ascolto e agli esiti del vecchio progetto di Alta Velocità, bocciato per il rilevante impatto, che Legambiente, nel merito del tracciato, esprime sin d’ora forti contrarietà sul previsto collegamento Ronchi-Aurisina, una variante di 23 km quasi totalmente in galleria e invita la Regione e RFI ad esaminare prioritariamente ogni possibile alternativa di potenziamento della linea attuale.

Saper investire nella mobilità sostenibile, dopo la fase di lookdown, misura la capacità delle istituzioni ai diversi livelli di riuscire a condividere e perseguire una traiettoria di decarbonizzazione veloce nel trasporto di persone e merci, che consideri l’intero sistema dei trasporti (ferrovie, strade, porti, piste ciclabili, i nodi di interscambio,…), le aree urbane e le aree interne, i poli produttivi e chiuda con alcune suggestioni del passato (autostrada Cimpello - Gemona).

I cittadini faranno la loro parte quando gli obiettivi, in risposta alle emergenze, sono chiari, come del resto hanno dimostrato di saper fare durante la fase di distanziamento sociale. E il clima che cambia rapidamente è l’emergenza per antonomasia.


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