Sempre più moto abusive sulle piste ciclabili!

Sempre più moto abusive sulle piste ciclabili!

Le piste ciclabili sono state pensate e realizzate per essere un percorso sicuro per chi utilizza la bicicletta o, eventualmente, vuole fare una tranquilla passeggiata a piedi. Chi le percorre dovrebbe dunque sentirsi lontano dal traffico dei veicoli a motore, dai pericoli che esso rappresenta e dai gas emessi dai tubi di scappamento. Invece, lungo i collegamenti extra-urbani della nostra regione, è sempre più facile imbattersi in centauri in sella a moto da cross o da enduro che scorrazzano tranquillamente alla faccia dei divieti esistenti. Questo avviene tanto in pianura – una delle foto che alleghiamo si riferisce alla ciclabile lungo il ponte sul Torre a Povoletto – quanto, soprattutto, in montagna. Il percorso tra Tolmezzo e Cavazzo, la ciclabile che porta a Villa Santina e quella che sale lungo la Valle del But sono, infatti, abitualmente percorse a velocità sostenuta da motociclisti che mettono a rischio l'incolumità delle persone. Spesso i loro mezzi - come si nota anche nell'altra immagine allegata, scattata nei pressi delle Terme di Arta – sono privi di targa, con targhe minuscole o imbrattate dal fango, tanto da renderle illeggibili. Naturalmente questo è solo un aspetto dell'abusivismo, dato che gli “appassionati” di questo sport frequentano impunemente anche sentieri e mulattiere di alta montagna, rendendoli in condizioni penose per gli escursionisti e danneggiando un patrimonio della comunità.

Oltre ai carabinieri, alla polizia stradale, al corpo forestale e al servizio di vigilanza urbana, i Comuni della Conca Tolmezzina hanno anche in atto una convenzione onerosa con un'associazione privata di “vigilanza ambientale”. Ci si chiede cosa aspettino le varie autorità per far rispettare la legge e i regolamenti. Forse un incidente? Nel frattempo i malcapitati cicloturisti e pedoni che protestano e fanno notare ai centauri che non possono transitare in questi luoghi sono costretti a subire insulti e minacce di ogni sorta. E' dando spazio a questa arroganza che si pensa di attirare i turisti in montagna? A sentire certe dichiarazioni di qualche amministratore regionale e comunale purtroppo sembrerebbe di sì!


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