I pini di via Marziale, almeno in parte, devono essere salvati

I pini di via Marziale, almeno in parte, devono essere salvati

Dalla stampa locale apprendiamo che a inizio 2021 verranno abbattuti i rimanenti pini di via Marziale, nel tratto tra via Carducci e via Boito.

Abbiamo proposto a più riprese, sia alla precedente che all’attuale amministrazione comunale, possibili soluzioni riguardo ai problemi delle radici affioranti dei pini domestici ma, se per via Baden Powell una soluzione è stata trovata, con la trasformazione della strada in pista ciclo-pedonale e il mantenimento dei pini, per via Marziale e via Acque Gradate siamo punto a capo.

I contenziosi con i proprietari delle abitazioni di via Marziale hanno decretato l’abbattimento dei residui pini domestici tra via Carducci e via Boito, dopo quelli del 2014 e successivi, ma diverso può essere il loro destino per il tratto superiore della via, tra via Matteotti e via Randaccio, a fianco del parcheggio Antonio Sant’Elia (del Liceo). Qui la strada è a senso unico, ma sufficientemente larga per disporre un’aiuola longitudinale continua, che includa tutti gli alberi e i loro apparati radicali affioranti. Si potrebbe elevare il piano di campagna “annegando” le radici in miscele di sabbia e ghiaia, come suggerisce l’agronomo naturalista Giovanni Morelli, sia per rispettare il loro naturale accrescimento sia, grazie alla permeabilità del suolo, la disponibilità idrica per le piante.

Ricordiamo che tutte le piante, compresi i pini, svolgono un’importante azione di cattura della CO2 e di liberazione di ossigeno, ma le piante sempreverdi, a differenza delle caducifoglie, compiono questa funzione durante tutto l’anno ed è quindi utile per il microclima e la qualità dell’aria cittadina averne in buon numero.

Per i pini delle altre strade, proponiamo di salvaguardarne almeno alcuni, selezionandoli sulla base di un’attenta analisi della loro propensione al cedimento e al danneggiamento delle proprietà. Si tratta di strade a scarsa percorrenza, per le quali si potrebbero studiare soluzioni diverse dal “rettilineo con filare”, disponendo sensi di marcia, parcheggi, marciapiedi e aiuole che le rendano accoglienti ed usufruibili in sicurezza sia ai pedoni che ai ciclisti e agli stessi automobilisti.


Stampa