Montagna S.O.S.: come dilapidare un patrimonio naturalistico

Montagna S.O.S.: come dilapidare un patrimonio naturalistico

Pare un vero e proprio attacco su più fronti. Regione e amministrazioni comunali accomunate per realizzare interventi nel nostro territorio, con presunte motivazioni economiche, che ne compromettono fortemente il valore naturalistico ambientale.

IMPIANTO A FUNE (ZIPLINE) – Andreis
Sconcertante progetto dell’amministrazione comunale di Andreis che vorrebbe realizzare un impianto a fune per scendere sospesi da malga Fara al paese.
Anziché valorizzare con iniziative anche piccole di carattere economico, sociale, ricreativo e culturale quanto di bello e unico possiede il territorio di Andreis si preferisce pensare alla montagna come a un lunapark. Progetto assurdo che non si regge in piedi nemmeno economicamente se non foraggiato da soldi pubblici. Soldi di cui nessuno risponderà tra qualche anno se, passata la moda, gli impianti verranno abbandonati.
Tra l’altro si prevede di costruire la stazione di arrivo in un pendio geologicamente instabile.

CENTRALINA IDROELETTRICA SUL PRESCUDIN – Barcis
Il Comune di Barcis sta procedendo con una variante al Piano Regolatore finalizzata alla costruzione di una centralina idroelettrica sul torrente Prescudin per la produzione di energia elettrica su iniziativa di una impresa privata.
Una nuova centralina che, se verrà realizzata comporterà il prosciugamento del torrente Prescudin per la maggior parte dell’anno con modifiche all’assetto floristico vegetazionale e l’impoverimento della fauna che gravita attorno al corso d’acqua.
Tutto questo all’interno della zona di tutela della Foresta Regionale del “Prescudin”, Riserva Naturale dal 1969 orientata prevalentemente a scopi scientifici dove si dovrebbe monitorare e studiare i rapporti tra clima. Suolo e vegetazione.

STRADA FORESTALE PIANCAVALLO-CASERA MONTELONGA – Aviano/Barcis
Finalmente dopo diversi tentativi ci stanno riuscendo. I comuni di Aviano e Barcis, con un finanziamento regionale di 435.000 euro stanno per realizzare la strada forestale che collegherà Collalto in Piancavallo a Casera Montelonga lungo il tracciato del sentiero CAI 971.
L’ultimo lembo integro di quel stupendo altipiano verrà profanato dalle ruspe con motivazioni economiche che non stanno in piedi. L’impressione è, come spesso succede, che il business non sia la prospettiva dell’investimento ma nell’esecuzione delle opere a carico pubblico.
D’altro canto non ci si chiede nemmeno quale sia il valore economico di un ambiente montano integro con una grande biodiversità e con animali ormai molto rari come il gallo forcello e cedrone.

POLIGONO DI CAO MALNISIO – Aviano/Montereale
Anziché procedere con la chiusura di un poligono militare anacronistico e dannoso posizionato in mezzo ai centri abitati, Regione FVG ed Esercito ne ampliano l’attività aumentando la superficie delle campane di tiro e le giornate di utilizzo espropriando di fatto un importante fetta di montagna all’uso della popolazione.
Il Comitato Misto Paritetico si è riunito ormai diversi mesi fa per approvare il nuovo disciplinare d’uso ma non c’è verso di conoscerne il contenuto ufficiale anche se sappiamo con certezza che non ci sono state modifiche sostanziali alla bozza così come presentata dal comando militare.
In ogni caso non ci arrenderemo fino a quando quel territorio non verrà restituito alla comunità.

MAGREDI SUL CELLINA – Maniago
Mentre gli scarichi di fondo di Ravedis stanno scavando un baratro impressionante a valle della diga poco più giù, subito dopo il vecchio Pontegiulio, la Regione ha autorizzato lo scavo con prelievo di inerti. Idraulicamente una follia ma, l’aspetto più sconcertante è che gli scavi sono stati eseguiti in un’area, Sito di Importanza Comunitaria, di magredo meno evoluto, a ridosso dei prati stabili e dove si trova (o meglio si trovava) la flora più caratteristica e originale dell’area di tutela.


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