L'uomo che piantava gli alberi

L'uomo che piantava gli alberi

Riconoscimento di veneto agricoltura a Emilio Gottardo socio di Legambiente

Veneto Agricoltura, ha istituito nel 2019 il Premio “JEAN GIONO – L’UOMO CHE PIANTAVA GLI ALBERI”.

Il Premio viene assegnato annualmente alla personalità che si è contraddistinta in maniera significativa nell’opera di promozione e realizzazione di impianti di vegetazione legnosa (alberi e/o arbusti) che abbiano generato un miglioramento significativo per l’ambiente e il paesaggio nel territorio italiano.

Nella valutazione della personalità da premiare viene considerato il curriculum professionale, l’impegno sociale per l’affermazione di una cultura dell’albero e del paesaggio alberato, la tipologia di impianti realizzati siano essi a prevalente finalità ambientale, paesaggistica, sociale o produttiva.

Il riconoscimento viene assegnato per le seguenti categorie: agricoltore; tecnico; amministratore locale; volontario.

Le candidature sono valutate da una Commissione composta da rappresentanti di Veneto Agricoltura, esperti del settore forestale, rappresentanti delle istituzioni che sostengono il Premio.

Il premio “L’uomo che piantava gli alberi” consiste nell’assegnazione per ciascuna delle quattro categorie di 250 piante di alberi/arbusti prodotte da Veneto Agricoltura, che il vincitore destina alla realizzazione di uno specifico nuovo impianto o ad integrazione di impianto esistente.

Quest’anno, il premio per la categoria Tecnico è stato assegnato al nostro socio Emilio Gottardo che negli anni ’90 si è particolarmente dedicato all’attività professionale di ricostituzione vegetale di aree rurali, in particolare di quelle che erano oggetto di riordino fondiario.

A seguire esponiamo le motivazioni che hanno consentito a Gottardo di vedersi assegnare questo ambito riconoscimento.

Emilio Gottardo, dottore forestale, laureato all’Università di Padova, è stato ispettore forestale presso la Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia.

Si è occupato per anni di piantagioni forestali in ambiente rurale, dedicando il suo lavoro soprattutto alla ricostituzione vegetale di aree soggette a riordino fondiario. Per tale attività ha progettato e/o realizzato, in amministrazione diretta, già dal lontano 1982, numerosi rimboschimenti nei comuni di Flaibano, Sedegliano, Remanzacco, Fagagna (tartuficoltura) in provincia di Udine.

Ha redatto e curato l’attuazione nella Regione F-VG di numerosi regolamenti europei volti al rimboschimento di aree rurali (Reg.to 797/1985; Reg.to 1609/1989; Reg.to 2080/92; Reg.to 1257/99 (PSR 2000-2006) la cui realizzazione ha restituito alle campagne friulane ampie superfici arborate con l’impianto di oltre 3.000 ha di imboschimenti a ciclo lungo e oltre 4.300 ha di pioppeti per un totale di 5.700.00 alberi piantati e un significativo incremento dei boschi in pianura. Per tale attività ha svolto un’intensa azione di animazione e promozione sul territorio, con decine di incontri serali con i beneficiari interessati e con i tecnici professionisti.

Al fine di individuare i migliori criteri e parametri operativi utili all’inserimento delle nuove strutture vegetali, ha progettato e coordinato (1995) 4 progetti pilota in altrettanti comuni del F-VG (Codroipo, Osoppo, Aquileia, S. Vito al Tagliamento) ottenendo indicazioni utili sia per le attività in campo che per la pianificazione urbanistica delle aree agricole.

È stato pioniere in Italia nell’attività di ricostituzione vegetale arboreo-arbustiva.

Grazie agli impianti effettuati, ha promosso e realizzato numerosi studi con l’Università di Udine-Facoltà di Agraria sull’accrescimento degli alberi in pianura, sulla loro capacità di accumulo del C, sulla loro funzione ecologica; in alcuni casi, gli impianti sono stati oggetto di tesi di laurea.

 

Emilio Gottardo è stato antesignano in Italia dell’attività di rimboschimento delle campagne in anni in cui parlare di “sottrarre” superfici all’agricoltura intensiva spinta (maiscoltura in particolare) era molto difficile e, generalmente, contrastato. La realizzazione nel Friuli post terremoto (1976) di numerosi riordini fondiari, con la conseguente eliminazione di ogni forma arborea o vegetale su migliaia di ettari di antiche campagne, è stata l’occasione tecnica e culturale per avviare una lunga stagione di impianti e strutture vegetali, introducendo sia tipologie lineari (frangiventi e siepi) che latitudinali (boschetti, grandi impianti, ecc.) e avendo prioritariamente a cuore la restituzione di biodiversità a campagne coltivate con ampie aree di monocolture cerealicole.

Emilio Gottardo è stato autore o coautore di numerosi articoli e studi sulle tecniche e modalità di realizzazione di strutture vegetali nelle campagne e, assieme a Enos Costantini, ha scritto il volume “Ambiente, paesaggio, riordino fondiario in Friuli” (Coop. editoriale Il Campo – 1985).


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