Nuova specie a Bosc di Sot, necessità di misure di conservazione urgenti

Nuova specie a Bosc di Sot, necessità di misure di conservazione urgenti

Nel corso della primavera del 2021, nella zona di Bosc di Sot in comune di Cormons, è stata osservata dai naturalisti locali un’altra specie di anatra dal piumaggio variopinto, il fistione turco Netta rufina. I maschi della specie, più appariscenti delle mimetiche femmine, presentano infatti una grossa testa di colore arancione, il becco rosso e il petto e la nuca neri. Il fistione turco è considerato specie “Vulnerabile” dalla Lista rossa degli uccelli nidificanti in Italia del 2019. Questa nuova presenza, seppure occasionale, aggiunge ulteriore valore alla ricca biodiversità, non solo avifaunistica (33 specie finora contate nel sito), del sito. L’ex comprensorio estrattivo di Bosc di Sot ha già infatti assunto una valenza naturalistica di livello nazionale, essendo stato inserito quest’anno fra le Aree di Rilevanza Erpetologica Nazionale per la sua importanza in termini di presenza e abbondanza di popolazioni di anfibi e rettili.

Siamo felici che i nuovi proprietari e l’amministrazione comunale di Cormons abbiano pubblicamente manifestato la volontà di preservare la naturalità del sito e le sue qualità di habitat di rifugio e riproduzione per molte specie animali al fine di realizzarvi un’oasi naturalistica sul modello della Riserva Naturale Regionale della Foce dell’Isonzo/Isola della Cona, prendendo di fatto spunto dalle indicazioni più volte espresse nelle numerose relazioni tecniche da noi prodotte, che hanno portato alla proposta ufficiale di individuazione nel sito di un Biotopo naturale (L.R. 42/1996).

Tuttavia proprio in questi giorni sono state tagliate molte alberature morte all’interno del lago principale, elementi che sebbene a prima vista possano sembrare privi di importanza, rappresentano invece un sito di grande importanza soprattutto per anatre ed aironi, come siti di rifugio e sosta tra cui ripararsi e su cui posarsi. Un esempio, questo, di una gestione non improntata a seri criteri naturalistici e non affine alla gestione di altri contesti regionali, quali appunto la Foce dell’Isonzo.

Pur trattandosi di una proprietà privata, ricordiamo che il proprietario deve eseguire un ripristino ambientale a beneficio della collettività come previsto dal decreto autorizzativo dell’ex cava e per il quale è stata depositata una fideiussione di circa 500 mila euro a favore del Comune di Cormons. Tale ripristino, approvato vent’anni fa, va aggiornato e modellato sulle presenti condizioni e caratteristiche ambientali del sito, che sono evidentemente molto cambiate nel tempo. Alla luce di questo, si rende necessaria ed auspicabile la definizione di misure di conservazione e gestione sito specifiche ed indirizzate agli habitat e alle specie presenti nel a cui dovrà attenersi la pianificazione ed esecuzione di eventuali interventi.

Tuttavia, questi passaggi sono resi possibili solo da una seria ed approfondita conoscenza preliminare degli elementi presenti nel sito, e non possono basarsi sul caso o su stime “ad occhio”; solo in questo modo i valori naturalistici del sito saranno nei fatti concretamente preservati, altrimenti si fa grande il rischio di un loro deterioramento, o addirittura perdita, nel lungo periodo.

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