Percorsi di rigenerazione territoriale nei Rivoli Bianchi

Percorsi di rigenerazione territoriale nei Rivoli Bianchi

La cooperativa agricola di Venzone si era costituita un poco prima del terremoto, per togliere le mucche dalle stalle ubicate nel centro storico. Paradossalmente il terremoto ha favorito tale disegno: il demanio ha messo la disposizione il terreno nei Rivoli Bianchi, la Regione ha finanziato le strutture (stalla, capannone attrezzi, silos e 2 baracche), e una cooperativa di Latina ha donato attrezzature e macchinari. L’inizio, come tutti gli inizi è stato positivo. Poi forse la mancanza di cultura cooperativa e/o il numero insufficiente di capi, ha posto fine all’esperienza della Cooperativa nella prima metà degli anni '80. Il gestore successivo fu Carmine Nocera, persona mandata al confino dalla pubblica Autorità a Venzone perchè riconosciuto colpevole di affiliazione all’ndrangheta. La gestione, questa volta di allevamento di pecore, fu disastrosa con continue tensioni con i residenti e abusi di vario genere. L’attività si è prolungata fino alla morte del pastore. Il lascito è stato una discarica a cielo aperto in prossimità del Borgo più bello d’Italia.

Nel 2017 il Circolo di Legambiente della Pedemontana Gemonese a seguito di diversi sopralluoghi effettuati in zona, valutato lo stato di degrado dell’area e degli edifici annessi, ha deciso di intervenire rilevando importanti criticità:

  • la presenza di amianto sulle coperture della stalla e del capannone;
  • la presenza diffusa di rifiuti anche pericolosi dentro e fuori le strutture;
  • la contiguità della stalla con il sito di importanza comunitario “Rivoli Bianchi Lago Minisini” ora zona speciale di conservazioni che è stato sottoposto negli anni a una duplice pressione: il pascolo non governato di Carmelo e il poligono militare tuttora operante.

In quell'anno il Presidente del Circolo Sandro Di Bernardo ha preso i contatti con il Comune, il demanio proprietario dell'area, e l'ERSA per sollecitarne la bonifica. L’allora commissario del Comune, Daniele Damele, si fece carico del problema e, nel 2019, si è proceduto con la bonifica dell’amianto (eternit) e l’analisi di eventuali inquinanti nel suolo.

Nel 2020 il Comune di Venzone ha deciso di aderire alla campagna di Legambiente PULIAMO IL MONDO in collaborazione con il circolo Legambiente della Pedemontana Gemonese, per ripulire l’area. Ma il riacutizzarsi della pandemia in autunno ha bloccato l’operazione. Il tutto però è stato solo rimandato: il 16 ottobre 2021 un gruppo nutrito di persone, più donne che uomini, tra cui il consigliere consigliere Davide Martinoia per il Comune di Venzone, alcuni componenti della Consulta giovani e della Protezione civile di Venzone, volontari del Circolo di Legambiente della pedemontana Gemonese e della delegazione della Croce Rossa di Gemona, ha realizzato l'intervento.

Ecco gli esiti della raccolta:
- 21 pezzi tra frigoriferi, lavatrici e televisioni
- Attrezzature elettriche di piccola taglia
- Rifiuti pericolosi: 8 batterie di automezzi e contenitori contenenti sostanze pericolose
- 50 pneumatici
- 1,5 mc di plastica riciclabile e circa e una trentina di cassette da frutta
- 2,5 mc di plastica dura
- 1 mc di vetro riciclabile
- 1mc di carta e cartone
- 20-25 mc di legno (compresi i vuoti)
- 25 mc di metalli (compresi i vuoti)
- Diversi sacchi grandi di secco residuo
- Rifiuti edili e ingombranti multimateriale

Conclusioni
La presenza di associazioni che si prendono cura del territorio, che lo percorrono a piedi per conoscerlo meglio e la collaborazione con le istituzioni locali può produrre esperienze virtuose, come nel caso raccontato. Dopo gli interventi di bonifica e pulizia dell'area rimangono ancora delle domande aperte: cosa fare delle strutture esistenti ovvero stalla e capannone? Il corso di idee è aperto.

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