Il nuovo inceneritore Ecoeridiana rischia di aggravare una situazione già critica

Legambiente Pinzano: "É necessario coinvolgere la popolazione sul tema dell’incenerimento dei rifiuti pericolosi."

L’annuncio improvviso ma non completamente inatteso della presentazione del progetto di un nuovo inceneritore di rifiuti speciali pericolosi industriali e ospedalieri da 70.000 tonnellate/anno, impone di fare una pronta e seria valutazione di quello che è lo scenario in cui si inserisce l’impianto e del significativo impatto sulle emissioni cumulative di area.

La situazione, infatti, come da noi evidenziato nelle osservazioni al Rapporto preliminare al Piano Regionale della Qualità dell’Aria presentate nell’autunno scorso, è che siamo già in presenza di un carico emissivo che va assolutamente monitorato e ridotto e riferito all’area compresa tra Spilimbergo, Fanna e Maniago.

 Siamo in attesa di capire anche quali potranno essere le ricadute concrete del nuovo piano di qualità dell’aria, che verrà licenziato a breve dalla Giunta Regionale i cui obiettivi generali dichiarati sono tra gli altri il miglioramento della qualità dell’aria nelle aree che presentano criticità.

Sappiamo che il Friuli occidentale, che ha una bassa densità demografica e una qualità ambientale migliore rispetto ad aree più industrializzate e antropizzate come la pianura padana, è diventato, paradossalmente, un territorio appetito per le imprese di trattamento di rifiuti speciali. Per tale aspetto, bisogna ricordare che vige il principio di prossimità anche per il trattamento dei rifiuti speciali pericolosi e non, anche per evitare il cosiddetto turismo dei rifiuti dove l’unica criterio che prevale nella gestione è il prezzo di mercato.

Prezzo di mercato che non considera l’impronta di carbonio del trasporto, il contributo all’incidentalità e le ricadute sulla salute.  La Regione dovrà ben valutare la provenienza stimata di tali flussi nelle more di una migliore regolamentazione dettata dallo stato per alcune  tipologie di rifiuti speciali all’interno di macroaree non ancora definite.

Pensiamo che, ancor prima di poter esaminare il progetto nel dettaglio, una riflessione vada fatta da tutti i protagonisti del territorio, cittadini in primis, attraverso un momento di confronto per la cui organizzazione ci rendiamo disponibili per sollecitare uno scambio di conoscenze sull’argomento e soprattutto per comprendere quali traiettorie di sviluppo sostenibile quest’area intende darsi.

EcoEridania bn 1

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