Vota anche tu il luogo del cuore "Cascate e pozze turchesi dell'Arzino"

Vota anche tu il luogo del cuore "Cascate e pozze turchesi dell'Arzino"

Ogni due anni il FAI -Fondo Ambiente Italiano- organizza il censimento dei luoghi del cuore da non dimenticare.

La Pro Loco di Preone e il Movimento Tutela Arzino hanno perciò messo a punto un luogo del cuore magnifico che non può lasciarvi indifferenti: le cascate e pozze turchesi del torrente Arzino. Potete votare online o su carta in alcuni punti firma che saranno allestiti a breve in val d’Arzino. Il censimento termina il 15 dicembre 2020.

Più sarete a votare e più il nostro luogo del cuore crescerà in popolarità. Se riusciremo a raggiungere un numero sufficiente di firme, potremo accedere a finanziamenti che serviranno a fare la manutenzione del percorso di accesso ai siti nel rispetto della loro naturalità. Votate dunque, votateeee!!!

Ecco qui il link https://www.fondoambiente.it/luoghi/sorgenti-e-cascate-dell-arzino e, nelle righe che seguono, il testo di presentazione del luogo del cuore.

Cascate e pozze turchesi del torrente Arzino:
- Preone (UD) per le cascate
- Vito d’Asio (PN) per le pozze

Il torrente Arzino è un luogo incontaminato di una bellezza struggente e ancestrale, che si può cogliere completamente solo visitandolo di persona. Il suo corso inizia con una bellissima cascata e poi prosegue alternando tratti in cui scorre abbastanza placido e tranquillo a tratti in cui precipita in profonde gole che di tanto in tanto si aprono a formare splendide pozze, meta di bagnanti nei mesi estivi.

Nasce nelle prealpi carniche da una sorgente carsica ai piedi del monte Teglara in comune di Preone (Udine) e, dopo aver attraversato i comuni di Verzegnis, Vito d’Asio e Forgaria nel Friuli, confluisce nel fiume Tagliamento poco a monte della stretta di Pinzano.

Il torrente Arzino è un luogo del cuore unico dalle sorgenti alla foce, ma qui vogliamo attirare l’attenzione del visitatore e lettore su due punti particolarmente suggestivi : le cascate site in comune di Preone e le pozze turchesi che si trovano nella media valle, nel territorio del comune di Vito d’Asio tra i villaggi di San Francesco, Pielungo e Pert.

Le cascate sono immerse in una faggeta che caratterizza la particolare flora prealpina della valle di Preone; le pozze (tra queste Curnila) alcuni anni fa sono state inserite dal britannico Financial Times tra i luoghi di balneazione fluviale più belli d’Europa, un paradiso per nuotatori e amanti del canyoning.

Il torrente Arzino è un gioiello della natura che va visitato in maniera rispettosa e sostenibile, e protetto da iniziative di inefficiente sfruttamento mini-idroelettrico o da altri prelievi che possono diminuirne la portata e quindi la naturalità. Non dimentichiamoci che l’Arzino è l’ultimo torrente integro delle prealpi carniche e uno dei pochissimi dell’intera Regione Friuli Venezia Giulia che permane in questo stato. Per questo merita di essere trasferito così com’è a chi, in futuro, si avvicinerà fiducioso alle sue rive e si rinfrescherà nelle sue acque cristalline.

Delle cascate nel libro di E. Banelli, "Preon e la Val” troviamo una bellissima descrizione in friulano: « Dice Vigji Adam: biel puest da iodi. Da strada da la Val si va iu par un troi. Pa la strada a l'è un puint: a pasavin las caretas militârs sul puint di len di rôl. Las cascadas a fasin una bava blancja parcè che l'aga a ven sbatuda e a prodûs una nebia umida. Nencja il salvadi al va intor! - Bel posto da visitare. Dalla strada della Valle si va giù lungo un sentiero. Lungo questo c'è un ponte: le carrette militari passavano sul ponte di legno di rovere. Le cascate fanno una bava bianca perché l'acqua viene sbattuta e produce una nebbia umida. Nemmeno gli animali selvatici si avvicinano! »

Promotori:
- per le cascate la Pro Loco di Preone @ProlocoPreone
- per le pozze il Movimento Tutela Arzino https://www.facebook.com/groups/movimentotutelarzino/

Legambiente e la Cimpello-Gemona

Legambiente e la Cimpello-Gemona

Il recovery fund non può essere un assalto alla diligenza, peraltro proponendo progettualità vecchie di oltre 15 anni come l'autostrada Cimpello – Gemona.

E’ mai possibile che l’unico sviluppo immaginato avvenga sempre a spese del capitale naturale e che il futuro del territorio regionale venga visto soprattutto come “un hub della logistica dei traffici da e per l'Europa” – introduce cosi il comunicato di Legambiente FVG - Una riedizione, con le dovute differenze, dello vecchio slogan “Friuli Regione - ponte”, che tanti problemi ha generato in diverse aree interne della Regione. Il comunicato dell’associazione fa naturalmente riferimento alla decisione della giunta regionale di voler realizzare l’autostrada Cimpello Gemona, attingendo finanziamenti dal c.d. “Recovery fund”, progetto che già a suo tempo, era stato notevolmente ridimensionato nelle sue supposte prerogative di servire allo sviluppo del territorio. Ma quale sviluppo?

Sono ormai evaporate da tempo le certezze – prosegue il comunicato - sulla corrispondenza tra autostrade e sviluppo; rimane sul tavolo un macroscopico problema di costi non contabilizzati dal sistema e che ricadono sulla collettività attuale e futura.

La competitività di un territorio e soprattutto, per quanto ci riguarda, la creazione di posti di lavoro si giocherà sempre più nell’integrazione degli aspetti ambientali nei processi produttivi e nei prodotti, nelle tipicità salvaguardate, nella qualità delle relazioni territoriali, negli approcci per filiera e sinergie di sistema, nella logistica che si avvale dei servizi di digitalizzazione per ottimizzare i flussi e non certo nella riduzione di manciate di minuti dei tempi di percorrenza nel trasporto delle merci, magari facendo concorrenza ad altre infrastrutture già esistenti.

L’opera - prosegue il comunicato -a fronte di vantaggi presunti produce disagio sociale, costi ambientali, paesaggistici certi e irreversibili, e genera una perdita di valore del capitale territoriale coinvolto. Si pensi al solo all’affiancamento e attraversamento del Tagliamento con due viadotti, ecosistema unico a livello europeo per le sue caratteristiche di naturalità nella parte mediana che verrebbe interessato dall’opera.

Ma che fine ha fatto lo studio di fattibilità dell’opera finanziato dalla Regione? Si intende farne a meno? La disponibilità di un approfondimento sul tema è di estrema attualità perché i cambiamenti in tema di trasporti e mobilità sono ineludibili e meritano un serio approfondimento su quali mezzi di trasporto sia ragionevole investire in ragione delle direttrici di traffico, delle distanze di percorrenza, delle tipologie merci, dell’utenza e delle politiche in atto nei paesi contermini. Sicuramente uno spostamento su ferro di quote crescenti di traffico.

Siamo nel tempo del post-covid e alla messa a punto del Green deal. Sbagliare investimenti in questo settore trasformandoli in spesa improduttiva vuol dire mettere a repentaglio non solo la qualità di importanti sistemi ambientali, ma anche la sostenibilità economica dell’investimento e, in prospettiva, il benessere sociale. I pilastri dello sviluppo sostenibile.

Pensiamo per un attimo all’autostrada BreBeMi: quasi 1000 ha di terreno consumato e bilanci in rosso che nel 2018 hanno raggiunto la ragguardevole cifra di 38 milioni di euro o anche alla Pedemontana veneta che promette analoghirisultati. Se altre regioni hanno sbagliato non dobbiamo corrergli dietro o andare in loro soccorso. Si aggiungerebbe danno al danno.

Inoltre non possiamo pensare che coloro i quali (forze politiche e imprenditoriali) continuano pervicacemente a proporre tali interventi, approfittando dei miliardi riconosciuti dall'Europa all'Italia finalizzati all'aumento della spesa per investimenti pubblici per uscire dall'attuale fase di recessione, non siano a conoscenza che la destinazione di tali ingenti risorse finanziarie risultano soggette a ben precise “condizionabilità” ovvero che i fondi dovranno essere utilizzati esclusivamente per il Green New Deal e per sviluppare la c.d. rivoluzione digitale.

Evitare l’errore di realizzare opere inutili e dannose però non basta. Bisogna avere la capacità di progettare le infrastrutture che abbiano una efficienza ambientale intrinseca, che vadano espressamente nella direzione di abbattere le emissioni di gas serra e contribuire significativamente al raggiungimento della neutralità carbonica.

L’associazione non è contraria di principio a migliorare la viabilità esistente, ma dentro una logica di profonda revisione del Piano regionale delle infrastrutture di trasporto, della mobilità delle merci e della logistica.

Questo Piano, dove il collegamento autostradale non è l’unico problema, ha ormai 15 anni, è nato su ragionamenti che sono esauriti o largamente superati dal tempo. Secondo Legambiente è venuto il momento di sottoporlo a profonda revisione, congelando scelte che riteniamo improvvide.

Per concludere una riflessione più generale, metodologica. La Regione ha avviato processi partecipati per definire la strategia regionale per lo sviluppo sostenibile, la crescita intelligente in 5 ambiti strategici (S3), il nuovo piano di sviluppo rurale, si candida a sperimentare, prima di altri territori, le politiche ambientali comunitarie per raggiungerne entro il 2045 la neutralità carbonica e una crescita sganciata dal consumo di risorse naturali. Cosa c’entra in tutto questo l’autostrada Cimpello Gemona? Quali altre opere strategiche servono alla Regione? Un dibattito che deve coinvolgere la comunità regionale e le sue rappresentanze.

Progetto "Zero Plastica in Mare”: cinque punti di monitoraggio sul fiume Isonzo

Progetto "Zero Plastica in Mare”: cinque punti di monitoraggio sul fiume Isonzo

Cinque punti di monitoraggio delle microplastiche sul fiume Isonzo il 28 e 29 luglio, con il progetto "Zero Plastica in Mare”, promosso da Legambiente e BNL Gruppo BNP Paribas

L’iniziativa, forte dell’esperienza quarantennale dell’associazione ambientalista, nasce nell’ambito della strategia di #PositiveBanking di BNL-BNP Paribas per contribuire ad un ambiente ed una società più sostenibili.

Insieme ai canonici monitoraggi microbiologici di Goletta Verde e Goletta dei Laghi, agli studi sulla beach litter e marine litter per l'individuazione delle tipologie di rifiuti in spiaggia e in mare e i monitoraggi delle microplastiche nei laghi, il panorama della ricerca di Legambiente sulla qualità delle acque si amplia ulteriormente con il monitoraggio delle microplastiche trasportate lungo il corso dei fiumi.

Grazie al progetto "Zero Plastica in Mare” promosso da Legambiente e BNL Gruppo BNP Paribas, i tecnici dell'associazione stanno analizzando il corso dell’Isonzo. Iniziativa questa che rientra nell’obiettivo di liberare entro il 2021 mare e fiumi da almeno 15 tonnellate di plastica, l’equivalente di oltre 340mila bottiglie e contenitori, e contribuire così a contrastare il marine litter (i rifiuti in mare), un’emergenza ormai mondiale.

I tecnici sono in azione oggi e domani (28 e 29 luglio) sul fiume Isonzo-Soča che verrà monitorato sia nell’alto corso in Slovenia che nella parte italiana fin quasi alla foce in modo da approfondire i dati emersi dal campionamento dello scorso anno e i cui risultati sono stati pubblicati poche settimane fa.

“Legambiente assieme ad altre associazioni del gruppo Salviamo l’Isonzo è da anni impegnata nella salvaguardia del fiume di smeraldo, e molti sono i problemi noti: da quello di uso delle acque nei periodi di siccità, alla produzione idroelettrica fino alla gestione degli ambienti golenali e perifluviali – ha dichiarato Luca Cadez, presidente di Legambiente Gorizia – e la scoperta di quantità non trascurabili di microplastiche anche nell’alto corso del fiume apre un nuovo fronte, che ci fa comprendere ancora di più quanto sia invasivo l’impatto umano anche in aree poco abitate”.

“La salvaguardia dell’ambiente e il benessere delle persone devono essere, ancor di più adesso, al centro dell’impegno di ognuno di noi - ha affermato Mauro Bombacigno, Direttore Engagement di BNL e di BNP Paribas in Italia - come contributo positivo per un futuro migliore con uno sguardo, soprattutto, alle nuove generazioni. A questo scopo prosegue la partnership con Legambiente, per agire insieme nel concreto sviluppo del progetto ‘Zero Plastica in Mare’. Portiamo così il nostro #PositiveBanking sui territori, coinvolgendo le comunità locali in una rete di sensibilizzazione, impegno e volontariato nella convinzione che un ambiente più sano sia una responsabilità individuale e collettiva: nostra come azienda socialmente responsabile, ma anche come singoli collaboratori di BNL-BNP Paribas e come cittadini”.

Oltre all’attività di monitoraggio delle microplastiche, il progetto prevede attività di citizen science, di pulizia e di volontariato ambientale lungo gli stessi 4 fiumi (in Lombardia, Lazio, Campania e Friuli Venezia Giulia), la raccolta dei rifiuti in 4 porti di Lazio, Campania, Marche, ed Emilia Romagna, ed un’ulteriore azione specifica di raccolta e riciclo legati alla dispersione di retine utilizzate negli allevamenti di mitili in mare, uno dei rifiuti più comuni nell’alto Adriatico.

Arte, bicicletta e Creste: un'esperienza di volontariato a Dogna

Arte, bicicletta e Creste: un'esperienza di volontariato a Dogna

 Legambiente propone un’esperienza di volontariato a Dogna

Una delle conseguenze della pandemia di corona-virus e delle disposizioni in vigore per contrastarne la diffusione è stata la cancellazione di molte manifestazioni di carattere culturale, ricreativo e sportivo. Anche Legambiente, che nella nostra regione da una ventina d’anni propone ogni estate i suoi Campi di Volontariato, ha dovuto fare i conti con la nuova realtà, sconvolgendo i propri programmi.

Se si è dovuto rinunciare così alla forma tradizionale di svolgimento, che prevede soggiorni organizzati di una decina di giorni in varie località montane, non tutto andrà perduto. Con una formula diversa, che lascia liberi i partecipanti di trovare una sistemazione in strutture ricettive o di spostarsi ogni giorno da casa, ci sarà la possibilità di svolgere una sana e utile attività di volontariato, con momenti formativi e di interesse culturale.

A Dogna, il piccolo paese del Canal del Ferro, proseguirà in questo modo il bel progetto avviato lo scorso anno in collaborazione con l’Amministrazione Comunale ed il Centro Friulano Arti Plastiche. Ispirandosi agli obiettivi dell'agenda 2030 dell'ONU, sono già state realizzate da parte di alcuni artisti delle installazioni temporanee, con lo scopo di generare una nuova attrattiva verso luoghi dimenticati che il flusso turistico generato anche dalla ciclovia si limita solo ad attraversare.

Il “Campo di prossimità” - questa la denominazione scelta dall’associazione ambientalista - si chiama “ABC, ovvero: ARTE, BICI e CRESTE”, sia perché vuole essere una proposta aperta anche ai neofiti di questa esperienza, sia perché prevede la realizzazione di installazioni artistiche, nei pressi di una di quelle che è stata giudicata tra le più belle ciclovie d'Europa, sullo sfondo inconfondibile della “Cresta dei Draghi” del Montasio, una delle vedute più caratteristiche delle Alpi Giulie.

Le attività si svolgeranno da venerdì 7 a lunedì 10 agosto e saranno seguite dai responsabili di Legambiente e del Centro Friulano Arti Plastiche. Sono previsti interventi di pulizia e di manutenzione di alcuni percorsi tra il paese e la sovrastante pista ciclabile e la partecipazione e collaborazione all'ideazione e realizzazione delle installazioni artistiche.

La partecipazione è aperta ai ragazzi tra i 14 e i 17 anni di età e agli adulti, sia residenti in regione che provenienti da fuori. Per questi ultimi e per chi fosse interessato è prevista la possibilità di un soggiorno autonomo presso strutture della zona (come la ex Stazione di Chiusaforte, collocata lungo la ciclovia Alpe Adria e punto di riferimento per tutti gli appassionati).

Sarà possibile seguire l’intero programma del Campo oppure anche aggregarsi per un numero limitato di giorni. Il ritrovo è fissato ogni mattina alle ore 9.30, presso il giardino antistante il Municipio di Dogna. L’unico obbligo è l’iscrizione a Legambiente, che garantisce la copertura assicurativa, e seguire le disposizioni anti corona-virus (pranzo al sacco a cura dei partecipanti, uso di mascherina e rispetto distanze).

Nel pomeriggio, dopo la conclusione dei lavori, ci sarà la possibilità di assistere a delle proiezioni o di visitare il locale Museo del Territorio, ricco anche di testimonianze sulla situazione che il paese ebbe a soffrire durante il primo conflitto mondiale. Per tutti i giorni di durata del Campo saranno anche aperti i chioschi della locale sagra.

Per ISCRIVERSI o per ulteriori informazioni scrivere a: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

ALLEGATO: Scheda campo di prossimità Dogna

Visite nell'Orto Collettivo di Colugna

Visite nell'Orto Collettivo di Colugna

Il Circolo Legambiente di Udine A.P.S., organizza sabato 1 agosto e domenica 2 agosto dalle ore 9.00 alle 19.00 VISITE nell'Orto Collettivo di Colugna:

  • presentazione del progetto "Orto Collettivo";
  • dimostrazione di metodi di coltivazione;
  • presentazione del "Gruppo locale" di Civiltà Contadina;
  • appassionati di biodiversità e recupero/scambio antiche sementi;
  • presentazione del progetto "Pagine Verdi" guida pratica agli operatori della buona economia in Provincia di Udine

Indicazioni per raggiungere il posto:
"Orto Collettivo" di Colugna di Tavagnacco (Via Torino, fronte civico n.7) nell'area con ingresso da via Torino (zona x parcheggiare le auto) a Colugna (200 metri dietro la Chiesa, raggiungibile anche con autobus n. 2).

 

In tale occasione si potrà aderire e/o rinnovare per l'anno 2020 l'iscrizione al Circolo Legambiente di Udine.

In conformità alle prescrizioni del DPCM del 9 Marzo 2020, sarà rispettato il distanziamento minimo di un metro tra i partecipanti.

In caso di maltempo l'iniziativa verrà rinviata a settembre/ottobre con lo stesso programma.

 

Per informazioni e adesioni:
Circolo Legambiente Udine
Marino Visintini, responsabile eventi e tesseramento - Tel. 0432 402934 Cell. 389 8066350

 

"Orto Collettivo" di Colugna di Tavagnacco.
Obiettivi: un luogo di incontro come luogo di sperimentazione, di conoscenza, di scambio di informazioni/esperienze, per recuperare le sementi antiche, di condivisione di momenti e sudori nei fine settimana in allegria tra amanti/appassionati di coltivazioni orticole in modo sostenibile.

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