Tagliamento Domani: tra progettualità e partecipazione

Tagliamento Domani: tra progettualità e partecipazione

L'ultimo dei webinar organizzati da Legambiente FVG sul re dei fiumi alpini

Venerdì 18 giugno 2021 dalle 18:00 alle 19:30
In diretta Facebook e Youtube su Legambiente FVG APS

Programma completo:

Progetto transnazionale di protezione dalle piene RHESI «Rhein – Erholung und Sicherheit» (Reno – rigenerazione e sicurezza)
Dr. Ing. ETHZ Markus Schatzmann, Vice-Dirigente del progetto Rhesi, Internationale Rheinregulierung Davide Scruzzi, Presidente Associazione Pro Friuli San Gallo (Svizzera), organizzatore serata sul Tagliamento a San Gallo

Contratti di fiume: l'esperienza della Regione Lombardia
Eva Gabaglio, Team tecnico dei Contratti di Fiume; Officina11 coop. impresa sociale da diversi anni supporta Ersaf e Regione Lombardia negli aspetti di segretariato tecnico-scientifico e animazione territoriale

Le riserve della biosfera MAB UNESCO, la candidatura del Tagliamento
Filippo Lenzerini, Punto3, società incaricata dalla Regione FVG per l'avvio del processo di candidatura del Tagliamento a MAB UNESCO

L’esperienza della Riserva MAB Po Grande
Massimo Gibertoni, segretario del Circolo di Legambiente Aironi del Po Conclusioni Sandro Cargnelutti, Legambiente FVG

Modera: Elisa Cozzarini, giornalista

Volantino Tagliamento domani 18.06.21

Campionato mondiale di Trial: Legambiente Carnia ne espone i danni potenziali

Campionato mondiale di Trial: Legambiente Carnia ne espone i danni potenziali

Sabato 12 e domenica 13 giugno è in programma a Tolmezzo una prova del campionato mondiale di Trial che ha sollevato forti perplessità e sviluppato una polemica con il sindaco Francesco Brollo, già vincitore nel 2015 di una bandiera nera assegnata per aver favorito lo svolgimento di una gara di enduro all'interno del geosito del conoide di deiezione dell'Amariana e attorno alle Torbiere di Curiedi.

Nella conferenza stampa del 07/06/2021, Marco Lepre, Presidente del circolo di Legambiente della Carnia, ha presentato, presso la Sala Pasolini della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, una ampia documentazione circa i danni potenziali di questa manifestazione.

La caratteristica del percorso vede interessato il geosito di interesse sovranazionale ai piedi del Monte Amariana, secondo Conoide di Deiezione esistente in europa. Il massiccio è caratterizzato da sistemi ad elevata sismicità a causa dei ricorrenti crolli e cedimenti. Infatti, l’Ordinanza n. 169 del sindaco di Tolmezzo del 27 settembre 2011 vieta il transito veicolare e pedonale nell’area sottostante alla Palestra di Roccia, quindi parte del tracciato ricade in un'area sottoposta ad ordinanza sindacale in vigore. Il percorso, inoltre, vede coinvolte le piste ciclabili, aree verdi e sentieri del CAI. Un'altra importante tematica riguarda lo stato dei prati delle aree di prova che vengono “scavati” dal passaggio delle moto.

Si inserisce a tal proposito anche una questione annosa, come il transito abusivo di veicoli a motore, pratica che viene incentivata da questa attività, violando il codice della strada a fronte di una carenza irremissibile di controlli. Inoltre, le sanzioni pecuniarie di tali illeciti sono talmente irrisorie da risultare vane, soprattutto per chi proviene dall’estero. Questo tipo di manifestazioni finiscono per “giustificare” una frequentazione diffusa durante il resto dell'anno.

A fronte di annunciati benefici e ricadute positive per il territorio, tutti da dimostrare, l’unico dato certo è il “costo” economico della manifestazione. Per bocca degli stessi organizzatori il Campionato di Trial sarà sostenuto da contributi pubblici pari a 39.000 euro, una cifra spropositata alla quale si uniscono le agevolazioni ed esenzioni dall’occupazione di suolo pubblico. Un altro aspetto aberrante è ritenere che il turismo in Carnia potrà beneficiare da iniziative che, dimenticando le bellezze naturali, la cultura e la storia che questo territorio particolare può vantare, privilegeranno la caratteristica di luoghi adatti a scorrazzare in moto fuoristrada.

Per vedere la video-intervista di Marco Lepre, Presidente del Circolo Legambiente della Carnia, cliccare qui.

Inaugurato il cartellone "Le antiche rogge isontine"

Inaugurato il cartellone "Le antiche rogge isontine"

Il 5 giugno a San Canzian d'Isonzo è stato inaugurato il cartellone "Le antiche rogge isontine" ultimo atto del progetto "Gli ecosistemi e le acque dell'isontino", proposto da COOP Alleanza 3, cui il nostro circolo ha contribuito con l'organizzazione di due interessanti conferenze ed una escursione in biciclette nel territorio attraversato dal nostro fiume, nel 2019.

Questa iniziativa è stata anche la prima che ci ha visto come partner del progetto del Comune di San Canzian d’Isonzo, “Isonzo fiume di acqua storia e bellezza”, in una perfetta assonanza sotto il profilo storico, del paesaggio e naturalistico.

Il pannello della bacheca riporta una mappa del territorio isontino elaborata da Alfio Scarpa sulla base dell'impianto topografico del catasto austriaco del 1818, e note informative sull'antica idrografia ricavate in gran parte da testi scritti da Renato Duca e Renato Cosma, che hanno presenziato e portato il loro saluto.

Era nostra intenzione rendere evidente la trasformazione della rete idrografica avvenuta in seguito alle bonifiche degli anni 1925-’35 che, se da una parte ha permesso lo sviluppo agricolo e estirpato la malaria, che colpiva pesantemente la popolazione, d’altra ha cancellato gli aspetti più peculiari della pianura. Essa infatti non è stata caratterizzata solo dal divagare fiume Isonzo, ma anche dalle numerosissime rogge di risorgiva che sgorgavano dal suolo in polle ampie circondate da una ricca vegetazione, determinando una ricchezza incredibile di ambienti legati alle acque dolci: polle o bujoni, rii, paludi, boschi igrofili… un paesaggio scomparso ma che può essere fatto rivivere almeno in piccola parte, conservando ciò che rimane, come è stato fatto per i biotopi delle Risorgive degli Schiavetti e del rio Cavana, riuniti nella Zona Speciale di Conservazione Cavana di Monfalcone, e la Quarantia, inserita nella Riserva Naturale Fiume Isonzo, ma anche ripristinando dove è possibile la naturalità di cui rimangono poche tracce.

Una di queste è la Roggia di San Canzian, che abbiamo esplorato nella eco-escursione seguita all’inaugurazione del pannello, con un nutrito gruppo di persone guidate da Pierpaolo Merluzzi e Sergio Paradisi. La roggia, pur essendo stata ricalibrata dalle opere di bonifica, mantiene un elevato stato di naturalità in alveo; non si può dire lo stesso per le sponde, coltivate per lunghi tratti fino al bordo della scarpata, quasi completamente prive di margine boscato e di filtro vegetazionale rispetto le coltivazioni circostanti. Ciò causa gravi danni all’ecosistema acquatico, soprattutto alla fauna che non trova riparo e cibo, aggravati dalla immissione in anni recenti di specie alloctone come la trota fario: tale pratica oggi è vietata, ma ha causata la scomparsa di specie minori locali, come il cobite mascherato, il panzaruolo, la lampreda padana, ed anche l’anguilla.

Alle numerose autorità presenti all’inaugurazione, il Sindaco Fratta, gli assessori Alessio e Moimas, il presidente del Consorzio di Bonifica Pianura Isontina Lorenzon, sono state anticipate delle proposte di ripristino naturalistico di questa roggia, che verranno formalizzate anche a seguito dell’iniziativa odierna, e alla loro dichiarata disponibilità di agire a tutela dell’ambiente e della biodiversità. In particolare si dovrebbe creare una fascia di rispetto lungo i bordi della roggia, dove sia interdetta la pratica agricola e lo sversamento di prodotti chimici, dove venga ricostruita una fascia alberata e arbustiva ad ontani e salici, e vengano messe in atto pratiche virtuose di gestione di canali, fossi e rogge a salvaguardia della biodiversità.

Locandina

Caso Kronospan, Legambiente: le modalità dell'inchiesta pubblica siano ridefinite

Caso Kronospan, Legambiente: le modalità dell'inchiesta pubblica siano ridefinite

L’inchiesta pubblica richiesta, per la prima volta in Regione, dai cittadini di S.Vito al Tagliamento sul progetto della Kronospan rischia, così come regolamentata con una forte riduzione dei partecipanti (250), degli ammessi a parlare (18) e dei tempi degli interventi (7 minuti), di costituire un pessimo esempio di quello che dovrebbe essere un momento di partecipazione e di coinvolgimento democratico. Anche il luogo, la sede della ditta Kronospan, risulta quantomeno irrituale.

Basterebbe invece far riferimento ai numerosi esempi a livello nazionale da cui apprendiamo che l’inchiesta pubblica si compone di almeno 3 audizioni: preliminare, generale e finale (Regione Toscana), ha sede presso il Comune interessato (Regione Basilicata) è governata da apposito regolamento (Regione Toscana) ed è supportata da una adeguata pubblicità (Regione Emilia Romagna).

Ricordiamo che l’inchiesta pubblica costituisce una fase del procedimento della valutazione di impatto ambientale, luogo di formazione di una volontà amministrativa non autonoma e unilaterale bensì concertata con la tutela degli interessi collettivi e diffusi, che partecipano alla natura dell’interesse pubblico, al fine di consentire l’emersione di elementi conoscitivi e valutativi relativi agli effetti dell’opera sull’ambiente.

La partecipazione del pubblico nel processo decisionale è espressamente disposta dalla legislazione comunitaria e nazionale e le risultanze dell’inchiesta pubblica sono acquisiti e valutati, le norme lo prevedono espressamente, ai fini della decisione finale.

Riteniamo quindi che la modalità di svolgimento dell’inchiesta pubblica che è stata scelta vada completamente ridefinita nel rispetto dei principi normativi e delle esperienze regionali sopra menzionate anche con l’adozione di uno specifico regolamento regionale che disciplini questo caso e quelli che si presenteranno in futuro.

In allegato, l'avviso di convocazione emanato di concerto tra Regione e Comune, che programma l'inchiesta per mercoledì 9 alle ore 17:00.

Tutela dell'ambiente, turismo sostenibile  e gare di moto: dov'è il nesso?

Tutela dell'ambiente, turismo sostenibile e gare di moto: dov'è il nesso?

Legambiente esprime forti critiche sul prossimo Campionato di Trial a Tolmezzo

Se la Regione e gli enti locali coinvolti – segnatamente il Comune di Tolmezzo e la Comunità di Montagna della Carnia – pensano che il turismo nei territori montani troverà grande giovamento dall'autorizzazione, in deroga ai divieti esistenti, di manifestazioni motoristiche come il Campionato di Trial, in programma nel capoluogo carnico il 12 e 13 giugno prossimo, si sbagliano e sono proprio “fuoristrada”!

Questo, in sintesi, il giudizio espresso da Legambiente a conclusione della conferenza stampa, accompagnata da un'ampia documentazione fotografica, organizzata ieri nel Palazzo della Regione di Udine.

Per l'associazione ambientalista esiste sostanzialmente un legame tra l'organizzazione ed il sostegno finanziario concesso alle gare di motocross, enduro e trial e la pratica abusiva, durante tutto l'anno, di questi sport, che, oltre ai danni all'ambiente, stanno rendendo molti sentieri impraticabili, spingendosi fino a balzare sulla scalinata della Pieve di San Floriano, sopra Illegio.

Nello specifico della gara in programma a Tolmezzo, è stato evidenziato che essa, pur prevedendo un biglietto di accesso per gli spettatori, costerà per le tasche dei contribuenti oltre 26.000 euro (20.000 dei quali come contributo dell'Assessorato Regionale allo Sport). A lasciare perplessi non ci sono, poi, solo la decisione di mettere a disposizione degli organizzatori varie aree e parcheggi del centro, ma anche il tratto di pista ciclabile che porta a Pissebus e la aree verdi di Pra' Castello e della Picotta, creando vari disagi ai cittadini.

Per Legambiente il fatto più grave è costituito però dal coinvolgimento come “training area” del geosito dei Rivoli Bianchi, il conoide di deiezione secondo in Europa per estensione, classificato dalla stessa Regione di “interesse sovranazionale” e tutelato dal Piano Paesistico, dove in questo periodo sboccia, a quote eccezionalmente basse, il raro raponzolo di roccia, uno dei fiori più belli delle Alpi e ci si aspetterebbe ben altra frequentazione. Ancora più difficile da capire è come mai si sia acconsentito il transito dei concorrenti a ridosso della Palestra di Roccia di Tolmezzo, all'interno di un'area in cui un'Ordinanza Sindacale tuttora in vigore dichiara esserci un massimo pericolo di caduta massi ed un rischio per l'incolumità delle persone.

Tutto questo in cambio di cosa? Di una ricaduta turistica negli ambienti degli appassionati di trial? Non certo dalla presenza dei camper dei partecipanti, che sosteranno gratuitamente nei parcheggi messi a disposizione dal Comune.

Al termine della conferenza stampa, alla quale avevano dato la loro adesione i consiglieri regionali Sergo, Del Zovo, Honsell e Morettuzzo, Legambiente ha annunciato la richiesta di un'audizione in Consiglio Regionale per presentare la eloquente documentazione fotografica raccolta.

ALLEGATO: Ordinanza contingibile e urgente adottata ai sensi degli art. 54 del T.U.E.L. (D.Lgs. 18 agosto 2000, n  267) presso l’area sottostante alla Palestra di Roccia “ Rivoli Bianchi” nel Comune di Tolmezzo.

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