3 uscite alla scoperta delle erbe commestibili nei «Comunâi di Faedis»

3 uscite alla scoperta delle erbe commestibili nei «Comunâi di Faedis»

"contro il coronavirus, abbracciamo la natura"
  
  
Il Circolo Legambiente di Udine APS in collaborazione con il Ristorante "Ai 9 Castelli” e l'Azienda Agricola «Ronc dai Luchis» di Faedis ripropone tre uscite/camminate alla scoperta delle erbe commestibili nei «Comunâi di Faedis» con accompagnamento dell’esperta Rita Pugnetti nelle giornate di:
  • domenica 7 marzo 2021
  • domenica 11 aprile 2021
  • domenica 2 maggio 2021
  
Per una buona riuscita dell'iniziativa, è stato fissato il limite di  20 persone in ordine di prenotazione.
  
Prenotazione obbligatoria entro le ore 19 del sabato precedente all'uscita,  inviando nome e cognome dei partecipanti via e-mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. o telefonando al 0432 402934 o cell. 389 8066350 (Marino Visintini).
  
Questo il programma:
  • ore 09.00 ritrovo per iscrizioni presso il Ristorante «Ai 9 castelli», Via Udine 63 - Faedis
  • ore 12.00 Pranzo allestito lungo il percorso in ambiente caratteristico”
  • ore 14.00 conclusioni
 
Contributo minimo di partecipazione:
  • Adulti € 22,00 (per gli iscritti a Legambiente: € 20,00)
  • Bambini e ragazzi (sotto i 14 anni): € 10,00
La quota comprende il pranzo e  la guida.
  
PS: in caso di maltempo, le uscite  si svolgeranno alle domeniche successive alle date in calendario.
  
Porta a porta: per una Pordenone città del futuro

Porta a porta: per una Pordenone città del futuro

Di recente, Pordenone è stata premiata in quanto Comune Rifiuti Free nell’ambito del concorso regionale di Legambiente Comuni Ricicloni FVG 2020. La notizia ha dato nuova linfa al dibattito già esistente in città in merito al tema dei rifiuti. Come circolo di Legambiente siamo convinti della assoluta opportunità di passare dalla modalità di raccolta attuale al porta a porta spinto, che viene applicato nel centro città, così come anche in altri comuni del pordenonese, dove non si registrano particolari problemi, nonostante i condomini presenti. Così come ci siamo abituati alla raccolta del secco porta a porta una volta a settimana, prima, e una volta ogni due, poi, così possiamo abituarci a esporre sacchetti e bidoncini in maniera corretta. Riteniamo che sia uno sforzo che valga la pena di fare, da parte di tutte le parti in causa: cittadini, amministrazione comunale e Gea. 

I vantaggi del porta a porta anche in una città come Pordenone sono molteplici: primo fra tutti l’eliminazione dei cassonetti stradali, ancora presenti in tutti i quartieri fuorché nel centro città. E’ sotto gli occhi di tutti il fatto che siano fonte di degrado. Nei cassonetti stradali viene conferito non solo il materiale per cui sono preposti. Quando va bene, il problema sono i sacchetti con cui viene conferito il materiale: vedi sacchetti di plastica o bio-plastica per la carta, plastica per l’umido, cartone e altro per il vetro, eccetera. Ma quando va male troviamo che alcuni cittadini confondono i materiali, per usare un eufemismo, e allora c’è di tutto, anche fuori dai cassonetti, senza alcuna possibilità di individuare i responsabili. Peraltro, lo scarto, ovvero ciò che gli impianti che trattano rifiuti differenziati estraggono dal materiale, viene inviato direttamente in discarica o al termoconvertitore, senza alcuna possibilità di recupero e con ulteriori costi per il comune. E non è possibile nemmeno conteggiarlo ai fini del concorso stesso di Legambiente Comuni Ricicloni, che si basa sui dati resi disponibili da ARPA FVG. Il valore, dunque, di secco residuo prodotto dai cittadini non sarebbe così basso se avessimo modo di calcolare appunto anche lo scarto.

In secondo luogo, e qui occorre molta lungimiranza e visione sul lungo termine, una raccolta differenziata fatta bene porterà in futuro ad abbassare i costi per la società e a limitare i danni sull’ambiente. Per il materiale pulito, cioè senza scarto, che esce dagli impianti viene riconosciuto ai comuni da parte dei consorzi di filiera un corrispettivo molto più alto. Inoltre, abbinata al porta a porta, i comuni possono introdurre la tariffazione puntuale, che incentiva i cittadini a produrre meno rifiuti per pagare meno. Quindi se è vero che sul breve periodo la TARI aumenterebbe, siamo sicuri che i costi verrebbero ammortizzati nel tempo. E nel frattempo, già esistono sussidi per aiutare le famiglie più in difficoltà, nonché incentivi per acquistare prodotti riutilizzabili, come pannolini lavabili per bambini. 

Infine, rispetto alla possibilità di trasformare i rifiuti in calore, anche quelli riciclabili, sosteniamo che bruciare significhi sprecare materiali ancora preziosi, costringendoci a continuare ad erodere le risorse vergini del pianeta, aumentando al contempo le emissioni nocive. Non è questa l’economia circolare che sogniamo.

Pranzo a sostegno della Giornata del Risparmio Energetico

Pranzo a sostegno della Giornata del Risparmio Energetico

Il Circolo Legambiente di Udine, in collaborazione con il Ristorante "Ai 9 Castelli " di Faedis, organizza un pranzo a sostegno della Giornata del Risparmio Energetico che si terrà sabato 20 febbraio 2021 dalle ore 12:00.

"M'illumino di meno" è una giornata promossa dalla Redazione di Caterpillar - Rai Radio 2 che quest'anno è stata spostata e si svolgerà venerdì 26 marzo. È la festa degli stili di vita sostenibili: contro gli sprechi, accendiamo l'energia della condivisione.

Menù: € 30,00

“Lidric cul poc” con mele e noci

Ciarsons al tarassaco

Riso venere alle barbabietole

Carciofi ripieni vegetariani

Padellata di verdure

Crostata con marmellata fatta in casa

Acqua, vino e caffè 

Per informazioni e prenotazioni:

- Circolo Legambiente Udine - tel. 0432 402934 - email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. - Marino Visintini cell. 389 8066350
- Ristorante "Ai 9 Castelli" - Via Udine 63, Faedis - tel. 0432 728959 - cell 338 8555155

 ALLEGATO: Volantino

 

Il pranzo si svolgerà nel rispetto dei distanziamenti e dei vari DPCM.

Osservazioni al Progetto di riqualificazione delle Piazze delle Repubblica e Unità d’Italia a Monfalcone

Osservazioni al Progetto di riqualificazione delle Piazze delle Repubblica e Unità d’Italia a Monfalcone

Abbiamo letto quanto pubblicato su Il Piccolo in data 2.02.2021 riguardo il progetto Morena-Valcovich di modifica del centro di Monfalcone, con una significativa operazione di restyling.

Entrando nel merito, avanziamo le seguenti osservazioni:

  1. Vediamo con favore l’eliminazione della corsia degli autobus e taxi sul lato sud della piazza Unità d’Italia ed il conseguente ampliamento dello spazio pedonale e verde. Non siamo però d’accordo sulla eliminazione del doppio filare di lecci nell’ampia aiuola spartitraffico attualmente esistente, che nel rendering pubblicato sono quasi totalmente spariti: sembra che ne rimarranno forse 8 sui 39 attuali, recentemente sfoltiti con un’intensa e costosa opera di manutenzione.
  2. Non è chiaro come si farà riaffiorare la roggia San Giusto, ma la sezione della fontana esistente ci pare veramente poco accettabile: se si vuole mettere in luce il tracciato delle antiche mura, allora è preferibile ripensare la struttura e la collocazione della fontana.
  3. Si prevede di eliminare il parco giochi per i bambini: una scelta incomprensibile dal punto di vista sociale. Il senso dei giardini urbani è quello di favorire la socialità ed il benessere dei cittadini, tra i quali la componente dei più piccoli è essenziale. Togliere loro gli spazi significa non considerare i loro bisogni, anche perché non esiste un posto alternativo nelle vicinanze (il parco giochi più vicino è infatti quello della Rimembranza, decisamente troppo lontano per i piccoli residenti in centro). Suggeriamo piuttosto di provvedere ad una riorganizzazione dell’area verde, semmai ampliandola e collocandola nel nuovo contesto.
  4. Piazza della Repubblica: dopo l’eliminazione delle panchine, ora vengono eliminati anche i 10 lecci residui sul lato sud, sostituiti da una grande fontana rettangolare: la piazza diventa un’ampia spianata senza un filo d’ombra. Nel periodo estivo, è questa l’area più utilizzata per la sosta e il ristoro, anche perché l’unica in ombra e con qualche panchina residua.         
    Una piazza deve essere un luogo vivibile, e questa soluzione, oltre al danno ambientale   rappresentato dall’eliminazione delle piante, la rende ancora più un luogo estraniante. Le più recenti riqualificazioni delle piazze, in Italia e all’estero, inseriscono sempre aree verdi e gli esempi non mancano: Piazza Verdi a La Spezia, Piazza Dettori a Sassari, e a Milano il restyling di Piazza della Scala, Piazza San Luigi-Gamboloita ed altre nell’ambito del progetto SeMiniAmo. Tutte sono state arricchite con aiuole alberate e panchine allo scopo di fornire ai cittadini un luogo piacevole e salubre in cui sostare e socializzare. Questo progetto va in contro-tendenza e non tiene conto delle problematiche ambientali legate alla crisi climatica che ci apprestiamo a vivere. La pandemia stessa ha modificato le necessità di vita delle persone che vivono in città, alla ricerca di spazi aperti e a contatto con la natura interconnessa all’abitato: questo dovrebbe essere la “Piazza grande”.
  5. Suggeriamo che, al posto della fontana in progetto, venga messo in luce il tratto della roggia San Giusto che passa al di sotto: il recupero della roggia porterebbe, oltre ad un probabile risparmio di denaro, alla reale valorizzazione del paesaggio storico della città, scelta che a nostro avviso doveva essere obiettivo prioritario su cui progettare il tratto sud dell’opera.
  6. Le proiezioni degli edifici sulla pietra d’Istria con una serie di strisce senza simmetria, non crediamo siano facilmente comprensibili, e di nessuna utilità.  Piacevole invece ritrovare il “biscotto” della giovinezza di molti monfalconesi, che però a suo tempo non era un elemento estetico ma una specie di aiuola spartitraffico attorno alla quale ruotavano autoveicoli e autobus che scaricavano i loro gas inquinanti sui pedoni e ciclisti. Auspichiamo che non ci sia uno scalino tra questo e il resto della piazza, per non creare inciampi alle persone che la attraverseranno e alle corse dei bimbi.
  7. Nel rendering pubblicato sul quotidiano, i parcheggi lato Carso della piazza sono stati eliminati: se questa è la scelta operata, allora è in coerenza con gli obiettivi di mobilità sostenibile che prevedono un futuro orientato su mezzi alternativi non inquinanti e trasporto pubblico, disincentivando il ricorso all’auto privata.
  8. Mancano piste o corsie ciclabili di accesso al centro, non previste neppure nel PUMS appena approvato. Il centro dovrebbe essere facilmente raggiungibile dalle due ruote sia da est che da ovest, in sicurezza e su percorsi dedicati.
  9. Suggeriamo infine di acquisire l’area dell’ex stazione di servizio difronte al parcheggio di via Matteotti allo scopo di realizzare un parco giochi per bambini, in modo di ampliare l’offerta di aree verdi in centro città a beneficio, soprattutto, di bambini e anziani.
Comuni Ricicloni FVG 2020: premiati 56 comuni Rifiuti Free da Legambiente durante Ecoforum 2021

Comuni Ricicloni FVG 2020: premiati 56 comuni Rifiuti Free da Legambiente durante Ecoforum 2021

Cordovado, Caneva, Cordenons, San Vito di Fagagna e Campoformido i più virtuosi delle rispettive categorie, Pordenone si conferma unico capoluogo Rifiuti Free.

 

Raccolta differenziata superiore al 65% e meno di 75 chilogrammi di rifiuto secco residuo per abitante nel 2019. Sono questi i parametri che rendono un Comune “Rifiuti Free” e che gli aggiudicano il premio di Legambiente nell’ambito del concorso regionale Comuni Ricicloni 2020.

In tutta la regione sono 56 i comuni premiati, divisi per ex provincia e in tre categorie a seconda del numero di abitanti. 

Per la ex provincia di Pordenone, nella categoria dei comuni con meno di 5000 abitanti, si aggiudica il primo posto Cordovado, con 46,5 kg di rifiuto secco pro capite, 2,4 kg in meno rispetto all’anno precedente. Tra i comuni tra 5.000 e 15.000 abitanti, Caneva è prima avendo raccolto 44,9 kg, dato leggermente più alto rispetto al 2018 (+1,7 kg). Cordenons, prima tra gli over 15.000, ha raccolto invece 51,8 kg, 8 in meno rispetto all’anno precedente.

Passando all’udinese, il comune di San Vito di Fagagna (categoria under 5.000) resta primo in classifica, raccogliendo ancora meno rispetto all’anno precedente, ovvero 35,6 kg (-2,7 kg rispetto al 2018). Infine,  nella categoria tra 5.000 e 15.000, Campoformido è primo con 43,8 kg (-3,2 kg rispetto al 2018).

Non ci sono comuni Rifiuti Free classificati nella categoria over 15.000 a Udine, così come nelle ex province di Trieste e Gorizia nessun comune scende sotto i 75 kg per abitante necessari per aggiudicarsi il premio. Nel triestino, 3 comuni raggiungono e superano comunque l’obbiettivo del 65% della raccolta differenziata, 23 nel goriziano.

La top ten assoluta, cioè senza divisione per ex province e abitanti, vede sul podio San Vito di Fagagna (35,6 kg), Lestizza (38,6 kg) e Campoformido (43,8 kg). Al quarto posto il primo comune del pordenonese, Caneva (44,9 kg).

Tra le città capoluogo, si conferma Pordenone la più virtuosa, con 68,3 kg di secco residuo raccolto, ben 12,8 in meno rispetto all’anno precedente. «Il circolo di Pordenone plaude Gea S.p.A. e l’amministrazione comunale», dichiara Renato Marcon, presidente del circolo locale, «ma invita a non sedersi sugli allori: tanto ancora si può fare, a partire dall’auspicata introduzione di un sistema di raccolta porta a porta spinto in tutta la città, la conseguente eliminazione dei cassonetti stradali, così difficili da controllare e fonte di degrado in diversi quartieri, e l’introduzione della tariffa puntuale, in modo da premiare i cittadini virtuosi.»

Udine supera con l’introduzione del sistema “porta a porta”  la percentuale di raccolta differenziata del 65%, ma raccoglie quasi 3 volte di più la quantità di secco residuo rispetto a Pordenone, ben 200,8 kg. I Circoli locali di Udine di Legambiente sottolineano che l’economia circolare inizia con le scelte del cittadino consumatore anche nella riduzione della produzione del rifiuto. Bisogna investire sui condomini, sia nella fase di ascolto che di coinvolgimento delle famiglie nella migliore gestione dei conferimenti. Esistono già buone pratiche a cui riferirsi. Il prossimo traguardo dell’amministrazione, dal punto di vista di legambiente, dovrà essere l’introduzione della tariffa puntuale e la creazione di un centro di riuso coordinato con le attività dei centri di raccolta. In tutti questi processi di cambiamento l’informazione di qualità diventa la risorsa fondamentale.

Gorizia supera di poco la percentuale di raccolta differenziata richiesta per essere Comune Riciclone, ma è ben lontano dall’essere Rifiuti Free, avendo raccolto nel 2019 162,6 kg di secco residuo per abitante. «Il circolo di Gorizia,» dichiara Anna Maria Tomasich, «auspica che le attività di sensibilizzazione e di educazione ambientale, messe in atto durante la campagna Puliamo il Mondo, stimolino un miglioramento anche nel comportamento di tutti i giorni come la gestione domestica dei rifiuti da parte dei cittadini, anche i più attenti.»

Infine, la città capoluogo di regione, Trieste, non sfonda il muro della raccolta differenziata (solo 44,2%) e raccoglie 265,5 kg di secco residuo. «A Trieste», dichiara il presidente del Circolo di Legambiente Andrea Wehrenfennig, «la quota della raccolta differenziata deve assolutamente crescere, o tramite la raccolta porta a porta o tramite i cassonetti accessibili con tessera, in ogni caso responsabilizzando i cittadini che producono i rifiuti, in vista dell'introduzione della tariffa puntuale (chi produce più rifiuti paga di più). E' urgente la creazione anche a Trieste di un Centro del Riuso, dove i cittadini possano scambiarsi gratuitamente oggetti in buono stato. Il Comune può ricorrere ai finanziamenti previsti dalla legge regionale, facendo tesoro delle positive esperienze del Centro “Maistrassà” di Gemona del Friuli e del Centro “Second life” di Bologna.»

 

Le classifiche e il Dossier Comuni Ricicloni FVG 2020 sono stati presentati durante la seconda edizione di Ecoforum del Friuli-Venezia Giulia, una conferenza con focus sull’economia circolare, tenutasi online il 18 febbraio e la cui registrazione è disponibile nella pagina Facebook Legambiente FVG APS, alla sezione video. 

Il dossier completo invece è disponibile su www.legambientefvg.it e www.ricicloni.it.

Oppure scarica il dossier direttamente qui: Dossier FVG 2020.pdf

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